Interessante replica di Amedeo Vergani su LSDI all'articolo di Pino Granata da me segnalato su questo blog. Scrive Vergani:
L’ articolo su poterefotografico.com di cui abbiamo dato notizia nei giorni scorsi (vedi Lsdi, “Fotografi vessati e umiliati”?) contiene delle sacrosante verità. Questa situazione pesantissima non è però una novità. Nel fotogiornalismo italiano le cose stanno andando così ormai dai primi anni ‘90 (...).Ho citato solo alcuni passaggi, ma l'articolo è da leggere tutto, ci arrivate cliccando qui
A questo proposito basta tener presente come, visto che da anni i giornali e le agenzie hanno chiuso le loro borse per quanto riguarda la produzione in proprio di fotoreportage d’ approfondimento o su temi di ampio respiro, sia ormai divenuta prassi da parte di moltissimi colleghi realizzare fotoreportage che richiedono investimenti economicamente impegnativi producendoli a spese ( viaggio, soggiorno più tutti gli altri annessi e connessi ) di “sponsor” interessati all’ argomento trattato ma per fini che, per certo, difficilmente vanno a coincidere con l’ interesse del lettore e che, di riffa o di raffa, orienteranno e condizioneranno i risultati del loro lavoro. (...)
D’ accordo anche sull’appello ad “organizzarsi” lanciato da “mozartiano”. In questo senso ricordo che all’ interno della Federazione nazionale della Stampa Italiana ( il sindacato unitario dei giornalisti ) esistono strutture - in alcuni casi anche regionali - che rappresentano i fotogiornalisti e che da anni cercano appunto di impegnare gli organismi istituzionali dei giornalisti ad affrontare in modo adeguato il ciclone che ha travolto la nostra specifica professione. Chi vuole può perciò unirsi a chi è già all’opera chiedendo informazioni all’ Assostampa della propria regione - vedere in www.fnsi.it
Volendo “organizzarsi” - come ha suggerito “mozartiano” - per poter individuare le possibili “terapie” per salvare e rilanciare il lavoro dei fotogiornalisti non si potrà perciò prescindere dall’ analizzare con priorità e a fondo anche la realtà e il ruolo determinante delle agenzie fotografiche e, soprattutto, la possibilità, o meno, di coinvolgere anche queste entità imprenditoriali nell’ applicazione delle eventuali regole necessarie a rimettere almeno un po’ d’ordine nel settore.


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