04 dicembre 2008

Potere Fotografico | Fotografi vessati e umiliati

Il sito Potere Fotografico è gestito da Pino Granata, più volte citato su questo blog per le sue interessanti analisi. Oggi ha pubblicato l'articolo Fotografi vessati e umiliati le cui considerazioni condivido pienamente. Di seguito - con il suo consenso - riporto alcuni brani significativi, ma vi consiglio vivamente di leggerlo tutto, e mi rivolgo soprattutto agli studenti di fotogiornalismo che pensano di intraprendere questa professione.

Lentamente ed inesorabilmente il mestiere di fotografo sta decadendo. Ormai siamo alla sopravvivenza. Un giorno sì e l'altro pure i giornali e le case editrici decidono di risparmiare sull'acquisto di fotografie e servizi fotografici e così facendo rendono la vita impossibile ai pochi fotografi rimasti. Non ci stancheremo mai di ripetere che non esiste altra professione che si vede ridotti i compensi mentre il costo della vita aumenta a volte in misura esponenziale.
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Mettiamo il caso di un fotografo che dopo anni di tentativi, grazie ad una forte professionalità conquistata sul campo, riesca a stabilire una certa forma di collaborazione con uno o due giornali. Il fotografo conta su questa collaborazione, pianifica, investe, studia, progetta, fa di conto , per poi magari sentirsi dire che l'editore ha deciso di tagliare il budget, o che è stato licenziato il direttore e che il nuovo ha i suoi fotografi e non intende più servirsi di lui. L'aleatorietà regna sovrana. Inoltre, e questo è l'aspetto più drammatico del mestiere del fotografo. la maggior parte dei fotografi dopo una vita di lavoro massacrante e poco redditizio, si ritrova senza pensione.
Pochi giorni fa parlavo con uno dei migliori fotografi taliani e questo mi ha confessato che se gli va bene, grazie ai contributi volontari, percepirà 800 euro al mese.
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Oggi la prospettiva di fare il fotografo professionista è quella di una vita di stenti e di non avere nessun riconoscimento economico e culturale.
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Mentre in questo momento la categoria è in completa rotta , indifesa e spiazzata, urge discutere forme di lotta che ci permettano di riconquistare la dignità perduta , una certa sicurezza sociale e il riconoscimento culturale del lavoro che svolgiamo. So che molti di voi faranno spallucce leggendo queste note.
Bene non fatelo perchè anche se quello del fotografo è un lavoro individuale e magari oggi non avete problemi, domani potrà accadere a voi di non essere in grado di svolgere il vostro lavoro. Dobbiamo organizzarci e molto presto.

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