Da tempo sostengo che la frase "una foto vale piu' di mille parole" e' un luogo comune ormai anacronistico. Nei progetti fotogiornalistici e' l'insieme delle immagini a dare importanza al lavoro o a dare senso ad una storia; le contaminazioni tra fotografia, giornalismo e nuove tecnologie danno vita a prodotti multimediali sempre piu raffinati dove la fotografia e' solo uno degli strumenti impiegati; le didascalie sono sempre piu' indispensabili all'informazione o alla comprensione.
E' sempre piu' raro il caso in cui una singola fotografia sia piu efficace delle parole che invece diventano complementari ad essa.
Due immagini che hanno fatto il giro del mondo mi hanno fatto riflettere su questa mia posizione.
Aliaa Magda Mahdy e' una ragazza egiziana che non ha esitato a pubblicare sul suo blog un autoritratto in cui compare nuda. Lo potete vedere qui (ne hanno parlato anche il New York Times e il Guardian). Scandalo per la cultura islamica in generale e per quella egiziana in particolare.
Veena Malik, un'attrice e modella eroina dei pakistani piu' progressisti, ha posato semi nuda per la copertina della rivista indiana FHM, esibendo sul braccio un tatuaggio con la scritta ISI (il nome dei servizi segreti pakistani) suscitando ire ed indignazione degli islamisti piu' radicali e nazionalisti. Cliccate qui per vedere l'immagine.
Entrambe le foto rappresentano la volonta' e il bisogno di emancipazione della donna in paesi dove la cultura maschilista e' ancora viva e vegeta.
La prima conferma quanto sostengo: senza una spiegazione, scritta o verbale, l'immagine non riesce ad essere efficace, diventa una delle tante foto di nudo presenti in rete. Ma con una minima didascalia o con un breve e testo di presentazione ecco che il suo valore politico emerge prepotentemente.
La seconda e' una foto che rappresenta un'esibizione politico-artistica, e' la foto di un simbolo usato in maniera scandalosa e provocatoria per certa parte della popolazione pakistana. Efficace solo in quel luogo e nei confronti di certe persone. A noi non fa n'è caldo n'è freddo, neanche se pensassimo ad una signora italiana nuda con una svastica sul braccio riusciremmo a raggiungere lo stesso grado di potenza. Ma li' e ora evidentemente funziona. In tal senso forse una foto vale piu' di mille parole: come documento probatorio di una performance che vuole sollecitare la necessita' di un cambiamento nei costumi e nella mentalita'.
12 gennaio 2012
Aliaa e Veena
Pubblicato da
Leonardo Brogioni
alle
12:12
Etichette: blogs and bloggers, fotografia, mass media, usi e costumi
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- Leonardo Brogioni
- Milano, Italy
- fotografo, giornalista, docente di fotogiornalismo; sono uno dei fondatori di Polifemo; collaboro con Fotografia e Informazione; dal 2006 la mia attività fotografica si svolge all'interno dell'associazione professionale Polifemo Fotografia. Uso questo blog come blocco note online: per conservare e condividere links, notizie e appunti che poi si trasformano in articoli e lezioni.
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